29 settembre 2015

non è che scriva perché abbia realmente qualcosa da dire. è che mi sembra che tutto sfugga lentamente dalla mia presa, come se le mie articolazioni fossero arrugginite e non serrassi davvero i pugni. mi sento infastidita. mi sento un po' vuota. mi sento infelice.
qualche anno fa pensare al futuro mi metteva di buonumore, mi rendeva propositiva e determinata, mi faceva venire voglia di alzarmi ed iniziare a lavorarci su. adesso, quando ci penso, non so da che parte iniziare a districare la matassa di preoccupazioni connesse e ho paura persino a tirare dei fili, onde evitare di intrecciarli ancora di più. io ho bisogno di diventare quello che voglio.
se non dovessi riuscire, nulla avrebbe più senso.
vorrei che ci fosse una strada sicura, un sentiero già tracciato, conoscere i passi da fare, uno dopo l'altro. invece le variabili sono così tante che basta solo cambiare un'infinitesimale parte del meccanismo per fare andare tutto a rotoli ed io non voglio che succeda, non voglio sbagliare, non voglio fallire, non voglio deludere nessuno. sono stanca di svegliarmi ogni giorno e ritrovarmi incastrata nella persona che sono. sono stanca di essere diversa da come vorrei. sono stanca di prefiggermi obiettivi così irraggiungibili. sono stanca di dover ogni giorno ripetermi che devo accettarmi, quando non ho nessuna voglia di farlo. sono stanca di essere me stessa, di avere questa faccia, questo corpo, questo cervello. sono stanca di essere ingombrante. sono stanca di trascinarmi fuori dal letto ogni mattina. sono stanca della mediocrità. sono persino stanca di scrivere questo post.

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