22 luglio 2015

la meglio gioventù

forse non mi spaventa il crescere, ma il crescere stereotipato.

la laurea, la ricerca di un impiego fisso che fisso non sarà mai, il precariato, le ambizioni sempre meno ambiziose, l'adeguarsi travestito da un "in realtà lo preferisco", "in realtà mi piace", quando invece tre anni prima mi avrebbe fatto schifo, i rapporti di circostanza a lavoro, le gerarchie, lo stress, le otto ore fisse, il sogno delle ferie, i calcoli per arrivare a fine mese, la spesa al discount e nel frattempo conosci qualcuno, ci esci insieme, vi frequentate, iniziano i progetti, i compromessi, le vacanze assieme, le cene coi genitori, il programmare, le crisi sempre passeggere, le foto sempre più numerose sui social, l'ansia dei rapporti interpersonali, le responsabilità, il convivere, il cercare equilibri di sorta, gli amici che si sposano, le chiacchiere frivole, i genitori che invecchiano, i genitori che muoiono, la ricerca di una famiglia, il farsi una famiglia, sposarsi se capita, fare dei figli perché se non fai figli allora che ti sposi a fare, se non fai figli allora come porti avanti questa umanità di merda che dovrebbe solo estinguersi e tanti cari saluti, che siamo già sette miliardi e di gente che sforna figli ce n'è già abbastanza ma se non ci sono i propri allora come facciamo a restare immortali, come facciamo ad essere ricordati, le nottate in bianco per allattare, i dentini che spuntano, mandarli all'asilo, mandarli alle elementari, mandarli alle medie, mandarli a quel paese perché poi diventano adolescenti e dio solo sa cosa c'è di peggio dell'adolescenza ribelle, e intanto si invecchia, si smette di uscire, si smette di viaggiare, si smette di scopare e resta solo il lavoro a maglia, la televisione, le giornate trascorse in sala d'attesa dal medico di base, il vaccino anti-influenzale, gli esami del sangue periodici che guardi signora ha la pressione alta, diminuisca il sale, diminuisca i grassi, diminuisca la frittura, inizi a mangiare verdure ed eviti carboidrati a cena, anzi, prenda questi integratori, il reflusso gastroesofageo, il mal di schiena, il mal di testa, il male di vivere, soffrire il caldo d'estate e il freddo di inverno, mettere soldi da parte, vendere case, affittare case, aprire mutui, pagare bollette, gli animali domestici che muoiono, i lavori di ristrutturazione, la nostalgia del passato, sempre meno entusiasmo per il futuro, il bisogno di scappare dal presente, cercare degli hobby, fingere di voler ancora imparare qualcosa, tradire, essere traditi, perdonare tradimenti, perdonare gli altri, perdonare se stessi, seguire il flusso degli anni che scorrono, i quaranta che diventano cinquanta, i cinquanta che diventano sessanta ed i sessanta che diventano troppi, sperare che i propri figli facciano altri figli, che avere nipoti sarebbe bello, che vorrei proprio diventare nonna, una ventata d'aria fresca tra l'operazione alla cataratta e il rompersi il femore, le mille pillole prese e le mille dimenticate che forse è ora di scriversi uno schemino dei farmaci, anzi, meglio, prendiamo una badante che ci pulisca la casa, che ci pulisca il culo, che come si chiamava? come mi chiamo io? che quasi non ricordo chi sono, cosa ho fatto, perché ho lavorato, una pensione? davvero?, passare sempre più ore a letto e sempre meno in piedi, che ormai le gambe non mi reggono, che ho le vene varicose e le ossa fragili, che adesso mi metto a letto ed è meglio non svegliarsi più, che guarda, non ricordo nemmeno quanti anni ho, figuriamoci se c'ho la forza di pensare al domani.

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