la totale incapacità nel decifrarsi, il sentirsi improvvisamente molto triste o molto felice. la totale assenza di stabilità emotiva nelle mie giornate, la totale stabilità organizzativa delle mie giornate. la voglia che scema di andare a lezione, di studiare, di concentrarmi, di suonare il violino, di cucinare del cibo, di star sveglia o di dormire.
focalizzarsi su obiettivi a medio-lungo termine, dimenticarsi del perché lo si faccia.
oggi mi sei venuta in mente dopo tanto tempo. potrei mentire e dire che non so perché sia successo, ma lo so. guarda caso oggi è il quattordici e mi è capitato di finire un anime. un anime molto bello, per la cronaca, che mixa violenza, distopia e filosofia. a te non credo sarebbe piaciuto, persino davanti a dragon ball storcevi il naso, commentando a voce alta "ma che sono queste robe?", passando vicino la tv. però non mi chiedevi mai di spegnere e mi lasciavi vedere tutti i cartoni animati che volevo, anche se poi saltellavo sulle tue poltrone in salotto, spostavo i divani per creare campi di battaglia immaginari e mi nascondevo sotto i tavoli per tendere agguati poco credibili. il punto è che in questo anime ammazzavano la nonna della protagonista per far sì che il suo coefficiente di criminalità aumentasse. nella fattispecie a te nessuno t'ha ammazzato, però così.
vorrei dirti che mi ricordo la tua voce, ma sarebbe una bugia. vorrei poter dire che ho superato tutto perfettamente, che in fondo c'ho fatto il callo, che la tua assenza abbia smesso di pesare, che tutto sommato sapevo sarebbe successo, che c'avevi una certa età, che era fisiologico, ma questo sarebbe un enorme ammasso di cazzate e la verità è che no, non mi sono abituata a nulla.
potrei azzardare che ho imparato a conviverci, ma sarebbe vero solo parzialmente. ho imparato a non pensarci, a tenere ben chiuso il cassetto e anche adesso, nonostante stia parlando di te, lo faccio in modo controllato e superficiale, con cautela e delicatezza. dimenticarsi di farlo equivarrebbe a scoperchiare il vaso di pandora e non ho tempo adesso, né la voglia, di lavorare su questa parte di me.
probabilmente potrei scrivere per ore ed ore rivolgendomi a te. se fossi ancora qui ti racconterei di quanti progetti ho fatto e disfatto ultimamente, di come veda il mio futuro perfettamente delineato, dei miei propositi di indipendenza ed autarchia, del dramma di avere ambizioni di genialità senza averne le doti, della fatica di alzarmi ogni giorno dal letto ed affrontare l'umanità (a questo punto tu sorrideresti e mi diresti che "il mondo è bello perché è vario"). forse non ti ho mai parlato della mia misantropia quando ancora ne avevo l'occasione. forse sei andata via con la convinzione che tua nipote fosse ancora quell'entusiasta della vita che era stata da bambina. forse ai tuoi occhi non ero mai cresciuta. forse vorrei che fosse stato esattamente così.
non sono mai venuta al cimitero. è passato un anno e sette mesi e non ho mai visitato la tua tomba. forse farlo lo renderebbe ancora più reale. non so nemmeno cosa ci sia scritto sulla lapide, con quali caratteri. e la foto che hai scelto? ricordo quando siamo andate insieme dal fotografo, io per fare delle fototessere e tu per fare "una foto". hai messo quella? dicevi ridendo che sarebbe stata la foto che avresti scelto per la tua tomba, ma quanto scherzavi e quanto eri seria? perché volevi che la smettessi di volerti bene? perché hai preferito andare via sperando che io non ti amassi come prima piuttosto che accettarlo? perché ancora una volta hai voluto porre me davanti alla tua felicità? perché hai sempre scelto me? cosa ho fatto per meritarlo? perché non sono stata capace di dirti quanto bene ti volessi? perché non sono stata in grado di tornare in sicilia quando stavi morendo? perché a distanza di un anno e sette mesi ho ancora talmente tanti sensi di colpa da desiderare una lobotomia totale?
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