4 gennaio 2014

ritrovo post di tre anni fa e mi rendo conto, un po' sorpresa, che gira e rigira non è cambiato un cazzo nella mia vita. persino il titolo mi prende per il culo.

una cosa può accadere o non accadere e tutto il resto restare uguale.
( 20/01/2011; 23:29 )

continuo ad aprire e chiudere questa finestra, a modificare e a cancellare ciò che scrivo senza esserne mai soddisfatta.
vorrei fare ordine mentale.
in genere sono una persona estremamente disordinata; se poteste vedere le condizioni di degrado di casa mia non avreste alcun problema a credermi.
ma adesso necessito ordine, quantomeno mentale.
da piccola ero seriamente convinta che mettendo apposto materialmente camera mia, anche i pensieri per magia sarebbero andati ciascuno al proprio posto.
ed effettivamente funzionava.
effetto placebo?
adesso sono persino troppo stanca per spostare il posacenere dal comodino al tavolo, figuriamoci sistemar casa.
dicono sia colpa degli esami.
io un po' ci credo e un po' no.
le crisi di panico sono aumentate.
l'ultima risaliva a giugno.
quand'ero ancora a modica intendo.
penso che le porterò con me ovunque io vada.
eppure è facile essere felice, giuro.
è facile davvero.
basta non soffermarsi sui dettagli.
come disse un mio amico saggio: hai un problema. se puoi risolverlo, fallo; se non vuoi/puoi/devi risolverlo, non pensarci. non cambierebbe nulla.
dovrei iniziare a seguire questo stile di vita.
dovrei iniziare a rilassarmi, a respirare profondamente, a sorridere un po' di più.
dovrei, dovrei, dovrei.
eh, e siamo punto e accapo.
la verità è che sono un po' tutte delle strade senza uscita.
c'è chi torna indietro e riprova e chi preferisce star lì a fissar il muro per pigrizia.
ho paura di fissare il muro.
ho paura di rendermi conto di aver fissato il muro per tutta la mia vita.
ho paura di morire.
ho paura di tante cose, di troppe cose, di molte più cose del dovuto.
penso di star diventando una persona che non mi piace.
che mi piace meno di prima, intendo.
non pensavo sarebbe stato possibile.
e tutto questo tanto per cambiare è un enorme flusso di coscienza senza capo né coda, che non mi aiuta, perché alla fine neanche scriverlo aiuta più e sono arrivata al punto di non sapere cosa fare, e vorrei dormire per giorni, mesi, anni, svegliarmi più vecchia o non svegliarmi affatto.
non mi importa della gente.
la gente non si cura di me.
è un rapporto biunivoco controverso.
la volpe che non arriva all'uva dice in giro che è acerba.
è più facile dire che sia acerba che ammettere le proprie colpe, il proprio fallimento continuo, i tentativi sterili, le lacrime e la delusione.
è acerba, è sempre più acerba e io sono sempre più sbagliata.
ho bisogno di essere tenuta per mano, giuro.
ho bisogno di essere accompagnata, di sentirmi dire "questa cosa che hai fatto va bene".
ho bisogno di conferme, di sorrisi, di incoraggiamenti.
ho bisogno di un sacco di cose, così tante che mi mozzerei la lingua piuttosto che ammetterle.
l'ammissione è una forma di debolezza.
anche di redenzione, ma nel mio caso di debolezza.
alla fine si riduce tutto a un "lascia stare".
e quando mi rispondono "okay" vorrei uccidere, perché che cazzo, non è okay.
è una richiesta d'aiuto.
le mie sono sempre richieste d'aiuto, mai comprese, mai ascoltate.
e sospiro.
forse è meglio così.
tanto vale sorridere, si nascondono meglio i graffi.

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