2 dicembre 2013

we are the night you couldn't sleep.

una volta ero una persona migliore, non ero ancora una ventenne disillusa. una volta credevo nelle grandi rivoluzioni.
una volta il mio personaggio storico preferito era napoleone perché era riuscito a fare quello che tanti altri uomini coraggiosi avevano solo sognato. a sette anni chiedevo a mamma di raccontarmi la sua storia, ogni sera. odiavo quell'isola di sant'elena, povero caro. poi, alle scuole medie, ho studiato la rivoluzione francese e l'ho amata profondamente. la plebe che insorge, la caduta di una monarchia, tanti ideali, tanto sangue. cose allegre, insomma.
da piccola credevo fermamente nel fatto che prima o poi avrei cambiato il mondo. sognavo un umanità senza violenza sugli animali, portavo avanti micro-campagne contro l'emarginazione ed il razzismo. alle manifestazioni dell'unicef ero in prima linea e mi credevo un'ambasciatrice di pace.
poi sono cresciuta.
stasera ho visto un bel film. uno di quei film che ti fanno venire voglia di alzarti, di interrompere qualsiasi cosa tu stia facendo per iniziare una rivoluzione. una di quelle vere. di scendere in strada, afferrare i passanti per le spalle, scuoterli forte e urlare: "ma non vedi quanto marcio c'è? non vedi quanta merda hai attorno? invece di sguazzarci, dammi una mano a cambiare il sistema!". poi vorrei fuggire da qualche parte, creare una comune, vivere tra i boschi, coltivare frutta e verdura. fidarmi delle persone che ho attorno. e la notte, quando avrò freddo, a riscaldarmi ci sarà la mia fiamma rivoluzionaria. crederò che i miei gesti siano incisivi, che davvero starò dando un contributo alla storia.
stasera žižek ha detto che il fallimento in quanto tale è una tappa obbligata del percorso dialettico.
credo sia una bella cosa da dire, un po' triste da pensare. credo inoltre che žižek sia un po' troppo utopista per i miei gusti.
cioè, questo è quello che in condizioni normali penserei, ma non dopo aver visto questo film. adesso ogni goccia di rivoluzione è linfa vitale per i miei sogni, per le mie idee, per il mio futuro.

poi mi dico che devo piantarla di farmi suggestionare così. che un libro o un film dipingono scenari idilliaci, patinati. che la realtà è ben altro. che la realtà è nuda e cruda, senza sorrisi e senza colori.
e quindi torno ad essere la benni cinica e realista di sempre, i miei propositi di cambiamento scivolano come acqua tra le mie dita.
ma dio solo sa quanto varrebbe, se si riuscisse a spalare via un po' di merda da questo mondo. ché ne dico tante, ma poi così schizzinosa non sono. una vanga e buona volontà. non so se sono pronta al grande passo.

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