ho la brutta abitudine di mettermi a piangere nei momenti meno opportuni.
oggi sono stata triste. è brutto che nei momenti in cui sono triste io pensi a te. vorrei pensarti quando sono felice, ma è inevitabile che sia così. quarantatré giorni. non so perché mi ostini a contarli. quasi spero che quando raggiungerò una cifra tonda, squillerà il telefono e sarai tu che mi dirai: "sorpresa!". ma so che non succederà, soprattutto perché non saresti mai così sadica da farmi star tanto male.
da quel giorno, ti ho sognato solamente una volta, ed è stato un sogno orribile. mi chiedo perché il mio mondo onirico si ostini a proiettare immagini così tristi. vorrei che ogni tanto mi concedesse un sogno felice. uno di quei sogni così vividi da farti domandare quanto sia sogno e quanto realtà, uno di quei sogni colorati, uno di quei sogni con un odore caratteristico. invece ho solo copie sbiadite, pagine ingiallite, caratteri confusi. nulla in cui trovare conforto. la mia vita senza di te sembra così improbabile.
penso che le canzoni scritte in memoria di qualcuno si assomiglino tutte. siamo convinti di provare sentimenti così esclusivi per i nostri morti, quando invece non c'è nulla di originale nell'amare qualcuno. sensazioni trite e ritrite.
però vorrei tenerti per mano ancora una volta. quante cose non sono stata in grado di darti. mi avevi promesso che avresti aspettato la mia laurea. e invece. e invece.
vorrei seppellire la testa sotto un piumone. avvolgermelo attorno ben stretto e smetterla di farmi tangere dal mondo esterno. vorrei iniziare a tramutarmi in un pesce rosso. vorrei smetterla di scrivere cazzate. vorrei smetterla e basta.
pensavo che se esistesse un congegno per riaverti indietro, un po' come in quella puntata di black mirror, io non ci penserei due volte ad utilizzarlo. cosa non darei per altre ventiquattro ore assieme.
mi manchi.
Nessun commento:
Posta un commento