ho sempre avuto seri problemi a concepire il concetto di "perdere una persona". le persone non si perdono, mi dicevo; le lasci, ti lasciano, non hai più voglia di vederle, non hanno più voglia di vederti. le persone non si perdono per caso, così come perdi un anello o un orecchino.
in compenso, il concetto di perdermi mi è sempre stato chiaro, ed è quello che mi sta succedendo da qualche giorno a questa parte. o forse si tratta di settimane, mesi. forse mi sono persa addirittura da anni, non lo so. so solo che una volta ero qui, sotto mano, ad occupare un posto non bene definito all'interno del mio corpo e adesso invece non ci sono più. sono anni luce avanti al mio corpo, spazio-temporalmente parlando.
scorrono immagini di me nella mia mente. immagini di me in un futuro opaco, immagini di me che mi aggiro tra i matrimoni -sempre più numerosi- della gente che mi circonda. di me che vago in cerca di progetti, di certezze, di concretizzazioni. di me che cerco di redimermi, di mostrarmi grata a dei genitori che un giorno forse troverò irriconoscibili. immagini di me che non mi piacciono, ma che si affollano confusamente in quei pochi centimetri quadri occupati dalle mie sinapsi. sono già stanca del mio futuro. è come se avessi vissuto mille e più volte la mia vita, ogni volta un percorso diverso. tanto l'esito è sempre lo stesso, è lo stesso per tutti. buffo come ci siano state milioni di miliardi di migliaia di persone a questo mondo, ognuna diversa: dai re agli uomini delle caverne, dagli schiavi ai mercanti, dagli umili agli snob, dai bassi agli alti, dai magri ai grassi, dai mori ai biondi. storie diverse, lingue diverse, usanze diverse, unica fine. morte. per tutti. punto.
sono già giunta anni fa alla consapevolezza che nella mia vita non sarò mai serena per più di dieci minuti di fila. è una certezza triste, certo, ma basta farci il callo. una volta accettata non sembra poi così male.
il mondo non è fatto solo di sogni e progetti, ma anche di burocrazia e fondi monetari. riesco ad accettare l'inquietudine, ma il contatto con la realtà? l'amputazione di ogni chimera?
ecco, questo fa male. e non faccio altro che perdermi ancora.
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