9 luglio 2013

(for)minable.

ho dei problemi nel gestire i rapporti interpersonali, ma questa non è una novità; la novità è che ultimamente i rapporti interpersonali occupano una buona fetta dei miei pensieri giornalieri, distraendomi da cose ben più importanti (leggi: studio, silk-épil, cazzeggio). non posso fare a meno di analizzare in modo morboso ogni gesto, parola o suono compiuta da me o da altri, scomponendola, sezionandola, ricomponendola, combinandola, fino alla totale annichilazione, perdita del senso originario, incapacità di interpretazione oggettiva e tante altre brutte malattie. mi piace pensare che avrei potuto essere una persona migliore. mi dispiace sapere che non lo diventerò. o meglio: "sapere" non è il verbo adatto, perché in realtà io non lo so. lo ipotizzo, lo temo e lo ignoro; a livello conscio io non voglio sapere che non riuscirò a diventarlo, perché altrimenti tutto inizia a perdere senso. tante cose hanno perso senso in questi mesi. ho dubbi e paure. i dubbi e le paure vecchie si sono rafforzate, i dubbi e le paure nuove hanno acquisito stabilità. le incertezze sono diventate ancora più incerte, mentre le certezze peggiori sono diventate realtà quotidiana. mi sono sentita libera di mostrarmi, come se tutto sommato non fossi da buttare, come se tutto sommato non fossi poi così fuori luogo, come se i fit. non trovo termine più appropriato, l'inglese rende l'idea. e adesso invece mi sento arida come non mai, di un cinismo spiazzante, di un'acidità corrosiva, di un'incapacità di provare qualsivoglia sentimento nei confronti dell'umanità. non sapendole gestire, ho fatto fuori le emozioni. ho eliminato il problema alla radice.
di nuovo.

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