oggi non sono granché capace di stare al mondo. ho tante cose che mi passano per la testa e per cose intendo parole, immagini, fatti, sogni, incubi, realtà improbabili, realtà fin troppo probabili, discussioni, difetti, pregi, persone, animali, abitazioni, luoghi, mostri.
questa notte è stata una delle notti peggiori della mia vita. ogni fotogramma proiettato dalla mia realtà onirica era una consapevolezza in più ed un pilastro in meno. consapevolezze e non sicurezze, che divario incolmabile che sussiste tra due parole considerate sinonime. d'altronde il nostro linguaggio non poteva che essere imperfetto, essendo artificiale, arbitrario. ogni tanto penso che vorrei essere da sola. vorrei smettere di avere attorno persone che mi vogliono bene. ogni affetto è una responsabilità, ogni responsabilità è un fallimento. io non sono in grado di essere all'altezza delle aspettative, né delle mie né tanto meno di quelle altrui. mi piacerebbe essere perfetta, patinata, perennemente al posto giusto al momento giusto con la frase giusta, l'abbigliamento giusto, l'acconciatura giusta, il sorriso giusto, la gestualità giusta.
e invece no.
cristo, quando inizierò a rassegnarmi a quello che sono?
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