oggi, domenica trenta marzo duemilatredici, non ho motivi per cui lamentarmi.
certo, non è che non ci siano, dico solo che non li ho -e c'è una differenza abissale tra i due ausiliari.
giorno dopo giorno mi affeziono alla mia vita nizzarda, al francese che non riuscirò mai a parlare, alla quotidianità rinnovata, al caldo, al mare, allo studio (apparentemente) sterile, all'ubriacarsi di settimana, al far discorsi profondi, al fumare sigarette alle sei del mattino. oggi tutto mi sembra rivestito di una patina rosa. persino studiare tedesco alle dieci e mezza di sera, progettare futuri incerti, mangiare pizze surgelate dure come sassi e leggere robe incomprensibili sull'energia potenziale in fisica. non mi sento male.
oggi vivere sembra meno terribile.
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