non lo dirò mai, perché è una bugia bella e buona, e già ci infarciscono (e ci infarciamo) di bugie quotidianamente, quindi perché aggiungere carne al fuoco?
il punto però è che di vita ne abbiamo una sola.
perspicace, direte voi.
non bisogna amare la vita per avere voglia di godersela; non bisogna essere grati a qualche entità sovrannaturale se gioiamo, soffriamo, respiriamo. io sono contenta di vivere ma non amo la vita. non è un controsenso, perché se non fossi contenta di vivere dovrei essere contenta di morire e questo non va bene. sarebbe questa l'alternativa, eh, pochi cazzi. ma non bisogna pensare che io sia contenta di vivere perché tra le due l'una, si è andati ad esclusione e ho scelto la vita. no (come se poi la vita si scegliesse!), sono contenta di vivere perché vivendo imparo. perché ogni giorno mi sveglio con la speranza che accada qualcosa di diverso, qualcosa che renda la giornata, la settimana, il mese, l'anno degno di essere vissuto (poi puntualmente non accade, ma va beh). vivo sperando nei limiti della mia disillusione, che ogni tanto mi sta stretta perché vorrei essere ancora ingenua nel credere che sì, l'umanità non è tutta da buttare e che no, il male è una nostra proiezione mentale, che le persone cattive siano solo persone sole, persone tristi e non persone marce dentro. come fai a diventare marcio dentro? ti tieni dentro le lacrime e lasci ammuffire il tutto per l'umidità?
non lo so, deo gratias le mie vie lacrimali funzionano tendenzialmente a pieno ritmo.
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