2 novembre 2012

necessariamente = in tutti i mondi possibili.

faccio sempre più fatica ad aprirmi: chiaro segno sono le mille bozze che popolano il mio blog. interventi iniziati e mai finiti, abortiti, stroncati sul nascere. mai una parola di troppo, mai un'emozione in più. ho paura delle mie emozioni perché non sono capace di conviverci. io non so nemmeno come si scriva la parola 'emozione', figuriamoci viverla. mamma mi dice che sono volubile: pretendo che gli altri mi amino senza dar loro modo di conoscermi. la verità è che il solo pensiero di lasciare che qualcuno possa scoprirmi mi atterrisce. la verità, per farla breve, è che io in me stessa non vedo nulla di buono. che gli altri possano darmene conferma sarebbe l'ennesimo fallimento. e io odio i fallimenti, nonostante la mia vita ne sia costellata. in sostanza, ho passato mesi a mentire a se stessa. era una menzogna a fin di bene, fino ad un certo punto persino inconsapevole. anzi no, definirla menzogna sarebbe erroneo. il punto è che la mia intera esistenza è attraversata da una contraddizione di fondo: sono incapace di sopravvivere da sola, ma sono talmente orgogliosa da non riuscire a lasciarmi andare nemmeno se ci fosse qualcuno realmente pronto a reggermi se cado. in compenso, passo mesi, anni a star male perché respingo tutti -e gli altri si lasciano respingere.
ora ditemi se è possibile concepire una persona talmente sbagliata.
poveri mamma e papà.

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