12 gennaio 2012

elucubrazioni di dubbio gusto.

ultimamente è un po' come se me lo imponessi di scrivere; bisogna essere tristi per scrivere -depressi poi per scrivere bene- ma io in questo periodo sono. punto.
non è che non abbia motivi per esser triste, è che esser triste mi sembra un po' inutile, così come i drammi e le tragedie. anche essere felice fino alla nausea mi sembra inutile. mi sembra inutile prendere posizione di stati d'animo. 
non è che non abbia stimoli. e non è che non abbia sogni. è che scriverli mi sembra stupido. infantile.
mi rendo conto che non riesco più a far fluire le emozioni in caratteri unicode -cosa che mi riusciva benissimo fino a qualche mese fa- e nemmeno ho voglia di farlo.
non ho emozioni? non ho caratteri? non reputo degna l'umanità?
non so.
che poi comunque il fatto che odi il genere umano non implica il fatto che non voglia cambiare il mondo.
detto così, en passant.
e ancora penso che la gente si muova per la gente. altro che moti di rivoluzione e rotazione. solo per la gente speciale però. la gente ordinaria e mediocre non se la fila mai nessuna. per ovvie ragioni, aggiungerei.
e dico bianco e voglio nero. o dico bianco e voglio bianco. o dico bianco e voglio un cactus.
la comunicazione è il nostro dramma.
locke era intelligente assai, l'ho rivalutato.
più di tutto penso che non sei un vincente sin dall'inizio non lo diventerai mai. sfigato nasci, sfigato resti, in barba a chi dice che "cambiare si può". non è che un giorno ti svegli, ti dici "sono figo" e ..OH, diventi un figo.
no, un giorno ti svegli, ti dici "sono figo" e la gente ti ride doppiamente dietro perché sei sfigato e ti credi figo. e se credi che non sia così è solo perché non te ne accorgi.
e niente, costanti universali.
poi ho voglia di patatine al formaggio ma è l'unaediciassette e potrei farmi assai schifo.
ma credo le mangerò comunque.
vivo in funzione dell'evento che sconvolgerà la mia vita. arriverà prima o poi.
in ogni vita c'è un evento cardine. e se non siete d'accordo non me ne frega nulla.
donne che hanno certezze incrollabili, pt.1.

OH, ma a chi la do a bere, non credo a nulla io.
addio.

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