in ordine, cose bizzarre accadono nel mio microcosmo: quante cose vorrei che cambiassero? e quante vorrei che restassero identiche? ma soprattutto, quante vorrei che cambiassero restando uguali? peccato che le due proposizioni siano antitetiche. vorrei davvero che tutto quanto restasse così com'è. amo torino, amo la gente conosciuta a torino, amo persino la maggior parte delle serate trascorse a torino, ma soprattutto amo quasi tutte le giornate trascorse a torino. torino per me è casa. trovo difficile non far sussistere tale binomio.
però il cambiamento. mi spaventa? sì. mi affascina? infinitamente di più. cambiare per reinventarsi, per ricominciare, per riprovare. tutto ciò che è cambiamento è una nuova opportunità, un nuovo percorso, una nuova sfida. amo mettermi in gioco, amo cambiare idea su me stessa, a costo di gettarmi nel baratro della più bassa autostima o della più cieca adorazione di me stessa. ricominciare da zero. scoprire che il non plus ultra non è poi tanto plus ultra e che tutto può tornare alla luce.
poi ogni tanto mi capita di respirare profondamente e di sentire un vuoto nello stomaco, come quando fai una discesa ripida sulle montagne russe. e poi nausea.
sensazione di mancanza.
di cosa poi non so, perché a ben vedere sì, ci sono cose che mancano, ma sono molte di più quelle che non mancano. in questo periodo ci sono talmente tanti alti e bassi da dare le vertigini.
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