scrivo per inerzia, come nel 98% dei casi. ogni tanto mi viene voglia di tornare a casa, di prendere il primo aereo per la sicilia e venir giù; non tanto per l'ambiente, l'odio per quel paese non accenna a diminuire, quanto per il calore familiare. non che soffra di solitudine, solo sarebbe bello ogni tanto ricevere abbracci spontanei gratuitamente. che poi più tempo passa, meno ne resta da trascorrere con i miei genitori. non ci ho mai pensato, ma ormai i "vecchi tempi" sono bell'e finiti. nel momento esatto in cui sono salita su quell'aereo per torino, il 25 agosto 2010, si è definitivamente chiuso un capitolo. piccoli gesti apparentemente innocui che diventano elefanti. da domani mi sforzerò a trovare almeno una cosa bella in ogni giornata. mi sento paurosamente vuota. non faccio che ammonticchiare granello dopo granello giorni sterili e monotoni. mi sto consumando sui libri, conscia che anche se non lo facessi non vivrei chissà quale vita briosa. la verità è che le occasioni irripetibili sono da cercare, ma cercare è così faticoso. ascolto storie di gente così vivaci, divertenti, belle e assurde che resto a bocca aperta. perché loro sì e io no? -quesito infantile e privo di risposta. o forse la risposta c'è anche, ma conoscerla, ammetterla sarebbe più deleterio che d'aiuto. sento che tutto mi sfugge tra le dita, stringo i pugni ma c'è aria, resta solo aria imprigionata. nulla di più inutile e impalpabile. qualcuno ogni tanto mi dice "che bello, vorrei avere idee chiare come le tue, vorrei essere soddisfatto della mia vita come lo sei tu." AHAH, mi verrebbe da dire, rifatti la vista, stronzo. poi invece mi limito a fare spallucce e dire "eh". tanto da spiegare è complicato. il punto è che anche con le idee chiare non si va da nessuna cazzo di parte, anzi, tanto meglio averle confuse, le delusioni sono dimezzate. non sai cosa fare della tua vita? meraviglioso, ogni appiglio è un'opportunità, ogni proposta un nuovo mondo. hai le idee chiare? ogni cosa che tende a deviare dal tuo percorso è merda, è una strada sbarrata, un'occasione persa a prescindere. e bravo stronzo, vuoi ancora avere le idee chiare?
ma tanto che lo scrivo a fare, la gente crede a ciò che gli fa più comodo, a ciò che non può sapere perché ciò che non hai è sempre sicuramente meglio di ciò che possiedi. solo perché siamo volubili fino allo sfinimento, ecco perché. e poi sento ragionamenti che poggiano su basi granitiche ma hanno delle conclusioni eteree, inesistenti. chissà perché, mi chiedo poi. e mi chiedo anche quando ho smesso di provare emozioni, emozioni vere. non è che mi stia forzando a non provarne, anzi, mi sto sforzando a provarne, ma sono talmente false e artificiali da sapere di plastica. mi mancano i giorni in cui erano talmente genuine da mozzare il fiato, quei giorni in cui aprivi gli occhi e tutto aveva un altro odore, un altro sapore, un'altra aura. il sole era più caldo, il vento era più fresco, l'acqua era più limpida e il mondo più colorato. una patina grigia riveste tutto. la rivoluzione, quella vera, da dove parte? da me, dagli altri? cosa devo fare per sentirmi reale, per sapere che esisto, per respirare ossigeno e non un suo surrogato?
1 commento:
devi andare in erasmus.
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