se 'into the wild' alla maggior parte della gente fa venir voglia di prendere e partire, a me fa venir voglia di restare -pur tuttavia mutando il punto di vista solipsistico in cui siamo immersi fino al midollo. 'la bellezza è in tutto', professa alexander supertramp, e io vorrei che fosse realmente così. vorrei riuscire a vedere la bellezza, ma tutto mi comunica tristezza: dai muri delle case anneriti dallo smog, dalle facce rassegnate della gente sul bus, dal conformismo che brulica ed esaspera senza sosta. mi dico dunque che la bellezza non sta nell'oggetto, sta nel soggetto, non nell'osservato ma nell'osservatore. questo potrebbe essere un problema
vorrei riuscire a cambiare il mondo. vorrei che la società smettesse di essere misura dei propri successi o dei propri fallimenti, vorrei essere io a chiamare successo o fallimento ciò che reputo tale, ciò che so di aver meritato o meno. vorrei che all'ordine del giorno non ci fossero morte e barbarie ma buone azioni. vorrei che il mondo progredisca in maniera sana, sono stanca di vedere la merda aumentare ogni giorno. e poi vorrei anche trovar poesia dove poesia non c'è, smetterla di vedere tutto in bianco e nero ed iniziare apprezzare i colori. è una rivoluzione che deve partire da qui, non da chissà quale posto o persona. non sono le relazioni a far sì che tu cresca, non sono le persone, non sono le cose. non sono nemmeno i sentimenti, probabilmente.
sono quelle esperienze che ti fanno dire che qualcosa cambierà, anche di infinitesimale, ma cambierà.

Nessun commento:
Posta un commento