19 settembre 2014

la distanza infinita tra le cose che pensi (che speri?) che siano e le cose che sono effettivamente.
da quanto tempo questo divario cresce? una volta le due cose coincidevano. una volta era una perfetta sovrapposizione, bordo con bordo, confine con confine. e adesso invece. invece.
mi ritrovo in mano un pugno di mosche, fili spezzati, colorati, intrecciati, usurati. devo collocarmi in qualche modo, devo cercare il mio posto all'interno del puzzle. sono una tessera senza bordi. sto bene dovunque ma il quadro non è completo. il mio colore stona. è come se fossi invecchiata dieci anni. non riesco bene a focalizzarmi su di me. è come se fossi completamente concentrata su tutto quello che mi circonda da aver dimenticato che la tessera da collocare sono io. questa dannata tessera cosa vuole? cosa sogna? cosa spera? cosa vuole essere?
perché la domanda fondamentale è questa: cosa voglio essere, prima ancora di capire come posso diventarlo. ho preso delle decisioni, ho scelto da che parte stare, ma forse devo comprendere quali sono le reali motivazioni e perché queste decisioni sono avvenute. è un qualcosa di molto strano.
tutto quello che credevo reale è crollato, si è sgretolato accanto a me, senza che io me ne accorgessi, senza che me ne rendessi conto in alcun modo. ora vago tra le macerie e conservo frammenti di quello che è stato, legandomene in modo patetico, ricordando i bei vecchi tempi e vivendo in un perenne anelito al passato
adesso vorrei fermare tutto e concentrarmi su di me. su questa tessera sfasata, su questo pezzo di roccia in mezzo alle macerie.
ho bisogno di trovare il mio posto, devo farlo per non andare nuovamente alla deriva. non più passività ma nemmeno attività in direzioni forzate. un libero fluire, un seguire ciò che si cerca di essere, un coronare il proprio progetto di vita.
e poi, forse, amarsi.

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