- non mi abituerò mai agli addii. e c'avete voglia di ripetermi che non sono addii ma arrivederci, per me sono addii, punto e basta.
- penso di non aver mai perso davvero nessuno prima di perdere nonna. da lì in poi è stata un'escalation di perdite. mi sento un po' sgonfia dentro.
- oggi mi sono sentita invidiosa di una coppia. non mi era mai successo, ma oggi è successo. poi mi sono data uno schiaffo mentale e ho cercato di ricordarmi perché 'nymphomaniac vol. I' mi fosse piaciuto tanto. poi, per sicurezza, l'ho pure rivisto una seconda volta. e domani lo rivedrò una terza. meglio fissare ben bene in mente certi concetti.
- vorrei essere o una ninfomane o un'asessuata. questa via di mezzo ha iniziato a stufarmi.
- ogni giorno mi impegno a trovare qualcosa che mi rende felice. poi mi accorgo che per quanto mi possa sforzare, un frammento di felicità non farà mai una felicità intera e che non funziona come un collage o un puzzle. posso anche trovarmi in mano venti, trenta, cinquanta, cento tessere di felicità, ma una felicità intera non la faranno mai.
- mi piacerebbe tornare ad esser cinica. e con tornare ad esser cinica intendo cinica davvero, non questa patetica caricatura.
- oggi mi è tornato in mente un episodio delle scuole medie. sono sempre stata la sfigata della situazione e cercavo sempre di riscattare la mia immagine -ovviamente con risultati opinabili. un giorno ho trovato due bracciali a casa: due bracciali identici, solo che uno era argentato, lucente, nuovo; l'altro era un po' scrostato, rovinato. li ho indossati e sono andata a scuola. una tizia mi ha fatto i complimenti per i miei nuovi bracciali ed io le ho proposto di prenderne uno, tanto ne avevo due. mi aspettavo avrebbe scelto il bracciale rovinato, io avrei chiaramente fatto così. se in un piatto ci sono due pezzi di torta, io scelgo quello più piccolo. ho sempre scelto il pezzo peggiore, per una sorta di altruismo intrinseco non ben identificato. non so cosa mi aspetto scegliendo il pezzo peggiore: forse mi aspetto un grazie, forse mi aspetto dei complimenti, forse delle gratificazioni. forse mi aspetto un posto privilegiato in paradiso, forse mi aspetto di essere amata di più, non lo so cosa mi aspetto, forse non mi aspetto nulla e sono solo profondamente malata e fortemente convinta di essere peggio di qualsiasi essere umano presente su questa terra -e dunque ad un pessimo essere umano spetta un pessimo oggetto. oh, non so. comunque lei ha preso quello più bello ed io ci sono rimasta malissimo, perché ero schifosamente sicura che avrebbe scelto l'altro. IO avrei scelto l'altro e quindi, nella mia mente bacata da tredicenne, era ovvio che CHIUNQUE avrebbe scelto l'altro.
adesso sono cresciuta. continuo a scegliere il pezzo peggiore, ma non mi aspetto più che l'altro si sacrifichi. una lezione di vita.
- vorrei avere del tempo per credere nelle cose. per credere nell'amore, ad esempio, o in un'entità sovrannaturale. ma non ho tempo, o forse non lo voglio nemmeno trovare. dovrei trovare del tempo per credere in me stessa, ma quando ci penso so benissimo che non è il tempo che manca, ma le conferme.
devo ricordarmi che di conferme non si campa, ma si campa di ben altro.
forse avrei bisogno dell'ennesima lezione di vita.
Nessun commento:
Posta un commento