8 agosto 2012

condoglianze sentimentali.

ogni tanto mi trovo a ringraziare la mia mancata ammissione in psicologia. avrei spinto i miei pazienti sull'orlo del suicidio. ciò che penso della morte è poco ortodosso, pecca di ubris e soprattutto manca di delicatezza. la mia visione materialista penetra in ogni singolo anfratto di questa realtà, riveste il tutto di una patina lucida che rende le cose reali ancora più reali. in questi due giorni ho vissuto in una dimensione esistenziale inaspettata: il confronto con il dolore altrui nudo e crudo. ho una bassa soglia di sopportazione. ho ceduto. non voglio appartenere a nulla. voglio essere sola. ho rafforzato il mio astio misto a terrore nei confronti dell'amore; mi spaventa perdere ogni oggettività. perderei anche me stessa. ho rafforzato anche il mio proposito di suicidio: mia nonna, la persona che amavo di più al mondo, è irriconoscibile. a stento riesco a parlarle senza arrabbiarmi. voglio suicidarmi a sessant'anni -se c'arrivo. l'idea di essere un peso sarebbe insostenibile.

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