resto attonita di fronte a ciò che è capace di fare l'essere umano. resto attonita da ciò che è successo qui nella città che tanto amo, dal gesto compiuto da miei connazionali. resto attonita dal menefreghismo imperante, dalle frasi del tipo "sì, va beh, quello che è successo è sbagliato, ma i rom mi stanno sul culo".
tutto è nato da una menzogna di una ragazzina sedicenne incapace di ammettere la verità di fronte ai suoi genitori: ho perso la verginità con il ragazzo che amo, parole evidentemente (?) così pesanti da non riuscire ad essere pronunciate. inventiamoci una balla, allora, ha pensato bene: "due rom mi hanno stuprata". due rom, non due italiani. perché due rom e non due italiani? perché non avrebbe fatto presa. inconsciamente sappiamo che accusare "l'altro", accusare lo pseudo "diverso" ha molta più risonanza -addirittura credibilità- rispetto ad accuse rivolte ad "uno di noi".
da lì in poi una spirale di eventi: la fiaccolata contro la violenza, l'indignazione degli abitanti de Le Vallette, l'incendio alle abitazioni dei rom. razzismo, astio, pestaggi: il fratello della sedicenne tentava di farsi ascoltare: "era una bugia, non è stata stuprata!", ma era ormai troppo tardi. la faccenda era degenerata.
ne abbiamo parlato oggi al corso di antropologia culturale, corso che dovrebbe essere marchiato a fuoco, giorno dopo giorno, nelle coscienze di noi uomini moderni e "civili".
spesso hanno definito il razzismo un germe, un istinto primordiale, quasi fosse un qualcosa di naturale, parte integrante della costituzione umana.
il razzismo non è nella natura dell'uomo.
l'individuo non è l'etnia, la comunità, la "razza".
il razzismo culturale è una costruzione delle nostre istituzioni.
punto.
la normalità, l'intelligenza è accettazione.
l'ignoranza è paura. l'ignoranza è razzismo. l'ignoranza è xenofobia. l'ignoranza è chiusura. l'ignoranza è la pretesa che noi stiamo una spanna sopra tutti. l'ignoranza è l'utilizzo, ancora oggi, della parola 'diverso'.
"gli zingari rapiscono i bambini, gli zingari puzzano, gli zingari sono nomadi e non vogliono lavorare, gli zingari rubano ma sono ricchi sfondati..."
pregiudizi, pregiudizi e ancora pregiudizi.
mi vergogno per voi, gente immersa fino al midollo nei pregiudizi razziali, e per il vostro cervello schifosamente atrofizzato. e vi odio, vi odio tutti come individui. e non perché abbiate la pelle scura, gialla o rossa, ma per quello che pensate e per l'errata convinzione che voi non siate razzisti.
di certo siete ciechi.
Nessun commento:
Posta un commento